Il Vernacoliere, novembre 2003
La recensione del turco
Passione e ginnastica
Piero
Fassino, Per passione, Rizzoli 2003, pp. 428, euro 16.00
Un libro dedicato con amore - anzi, con passione - alle signore che
vogliono mantenersi in forma. Fassino rivela il segreto della sua invidiabile
magrezza: movimento.
Tutto è cominciato - chi l'avrebbe mai detto! - con Marx: "mi ha sempre
colpito l'inspiegabile contraddizione per cui la sinistra nasce su un'intuizione
di Marx - il movimento è il motore della storia - ma poi guarda
spesso con timore e ostilità a tutto ciò che si muove" (p. 156,
corsivo mio). Oddio, per essere precisi il Manifesto comunista, cui Fassino
senza dubbio si riferisce nel passo citato, parla di "lotte di classe" e non
di "movimento". Ma tant'è, Fassino l'ha capita così (sapete, Marx
l'ha studiato alla scuola dei gesuiti, cfr. p. 21) e perciò continuamente
cambia posizione, si agita, ruota, si piega, si flette, salta, sgambetta e piroetta.
Non lo fa per sé, per vanità. Lo fa per muovere la storia.
E qualcosa di grosso, bisogna ammetterlo, riesce davvero a far muovere. I suoi
colleghi dirigenti del Pci, per esempio. Alla fine degli anni '70 erano tutti
lì fermi a difendere il salario e l'occupazione, e lui oplà!
salta agilmente dall'altra parte: ha ragione Agnelli, bisogna licenziare, "ci
sono circa 14.500 lavoratori di troppo" (p. 111)! leviamo pure la scala mobile,
che "quattro punti non sono grande cosa" (p. 157)! Lì per lì qualcuno
rimase un po' perplesso, timoroso: mica sono salti da poco. Ma poi quasi tutti
si fecero coraggio, e saltarono anche loro. E che po' po' di risultato: il Pci
era un vero pachiderma negli anni '70, guardate ora il Pds come s'è snellito!
Per non parlare degli operai: son diventati flessibili, mobili e magri che è
una vera bellezza.
E non è mica finita qui, Fassino continua a darsi da fare perché
- come ci ha spiegato - i suoi colleghi tendono a impigrirsi. Eccoli là,
li ha beccati fermi a difendere la scuola pubblica e la laicità
dell'istruzione: ma lui si è "adoperato perché la sinistra superasse
pregiudizi manichei nei confronti delle scuole religiose" (p. 21). Vedrete che
presto raccoglieremo i frutti: scuole pubbliche magre e preti grassi.
E ancora, eccoli titubanti (fermi sarebbe dire troppo, con quel trainer
ormai sono allenati al movimento) di fronte al grande salto - salto mortale,
è proprio il caso di dirlo - della guerra: ma su, su, "la vicenda del
Kossovo è l'ennesima, tragica dimostrazione (...) di come l'uso della
forza sia un'eventualità a cui la politica può essere costretta".
E difatti D'Alema saltò come un grillo.
Chetati, Fassino, facci respirare. L'hai mossa abbastanza la storia. Ma in
che direzione, te lo sei mai chiesto?
Maria Turchetto