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Come scopare un cyborg: consigli alle ragazze
nota: recensendo su cosmotaxi il libro di Naief Yehya, Homo Cyborg (160 pagine, 14:00 euro, Elèuthera Editrice) Armando Adolgiso mi ha rivolto un appello: "prego quella Maestra Sulfurea di recensire quest’angolo del pensiero di Yehya" (l'angolo su cui vengo interpellata concerne la vita sessuale cibernetica). Ecco la mia risposta:
Caro Armando,
come posso restare insensibile al grido di dolore di uno che mi apostrofa
“Maestra Sulfurea”? Sono tre giorni che sto di buon umore per questo
epiteto. Ho comprato il libro di Naief Yehya, l’ho leggiucchiato (scusa, non
avevo molto tempo) ed eccomi qua. Sto bevendo uno spritz col bitter (2/4 vino
bianco secco, 1/4 bitter campari, 1/4 soda, scorzetta di limone).
Su una cosa, secondo me, Naief Yehya ha ragione: dietro queste fantasie su
cyborg, transumani, ecc. c’è Platone. C’è il dualismo posto tra mondo
sensibile e mondo intelligibile (con preferenza per il secondo). Se vogliamo,
c’è Cartesio. C’è il dualismo tra corpo e mente (con preferenza per la
seconda). La versione religiosa è naturalmente il dualismo tra corpo e anima
(con disprezzo e macerazione del primo). Questi dualismi sono idee balzane, ma -
paradossalmente - intuitive: derivano dal fatto che noi umani abbiamo sviluppato
la “coscienza”. Sappiamo di pensare (Cartesio, appunto), sappiamo di sapere,
sappiamo di sentire, ecc., per cui ci sentiamo sdoppiati in quello che sa
e sente e quello che sa di sapere e sa di sentire, e attribuiamo a questo doppio
sapientone al quadrato la “spiritualità”.
Bene, come sai io non sono cartesiana ma spinoziana, di conseguenza sono in
grado di dribblare il dualismo per approdare a un sano monismo, il cui
esito è l’edonismo. “Corpo” e “mente”, dice Spinoza, sono solo due
modi per indicare la stessa realtà, in un caso sotto l’attributo
dell’estensione (come res extensa), nell’altro sotto l’attributo
del pensiero ( come res cogitans). Sempre Spinoza: “la mente è
l’idea del corpo”. In effetti il nostro sistema nervoso - è un fatto -
arriva fino alla punta dei piedi. E’ vero che la centralina è nella testa, ma
la stessa corteccia cerebrale, che è solo in piccola parte predeterminata
geneticamente, si organizza sulla base degli impulsi che arrivano dalla
periferia. C’è gente (i dislessici) che non riuscirà mai a leggere e
scrivere correttamente perché non ha mosso come si deve le gambine a destra e a
sinistra quand’era il momento giusto. Se ti cavano gli occhi, la centralina si
riorganizza e dedica la parte di corteccia prima dedicata alla vista all’udito
o al tatto, estendendone le funzioni. Insomma, siamo un tutt’uno, un
tutt’uno senziente e pensante con la centralina nel cervello. Dunque l’idea
di avere una centralina onnipotente ed autosufficiente limitata da un involucro
impotente e imperfetto è un’idea del cazzo - scusa l’espressione, ma tanto
poi devo parlare di sesso. Mi spiego meglio: non solo la nostra mente è di
ciccia (cellule, neuroni, sangue, neurotrasmettitori, roba chimica) e non di
spirito, ma è determinata dalle periferiche (occhi, muscoli, pelle,
pori, ecc.). Dunque, ecco la mia indicazione generale: anziché pensare di
trasferire la centralina in un altro involucro, ragazzi, TENETE LE PERIFERICHE
BEN COLLEGATE ALLA CENTRALINA!
E ora passiamo ad alcune brevi indicazioni particolari in materia di sesso e
cyborg, che vi saranno utili nel caso di rapporti con macchine, uomini-macchina
e uomini di ciccia. Una considerazione preliminare. Spesso pensiamo in termini
dualistici anche alle macchine: software e hardware
(con preferenza per il primo e tendenza a dimenticare il secondo). Credetemi,
facciamo loro un torto. Non avremo mai un buon rapporto con e macchine se non
capiamo che le loro prestazioni, la loro intelligenza, la loro sensibilità sono
condizionate in larghissima misura dall’hardware. Una valvola termoionica non
ha la stessa sensibilità di un transistor, anche se svolge la stessa funzione,
come sa benissimo qualunque suonatore di chitarra elettrica. In un celebre
fumetto Barbarella, dopo essersi scopata un robot, gli dice: “i tuoi slanci
sono un po’ meccanici”. Per forza, il godimento sessuale di noi umani riposa
in gran parte sugli stati di tensione/rilassamento dei muscoli, cose a cui un
robot con rivestimento metallico, qual era il partner di Barbarella, è del
tutto insensibile. Quel tipo di robot è sensibile invece ai cambiamenti di
potenziale elettrico e agli spostamenti di campo magnetico: Barbarella sarà
stata all’altezza?
Bene, ecco che al sesso ci siamo arrivati e ci restiamo. Piccola avvertenza:
anche in questo campo sono monista, nel senso che la mia periferica
sessuale è una vagina, MONA in dialetto veneto, mia lingua madre. Dunque la mia
sapienza in questo campo è necessariamente condizionata dall’avere questo
tipo di periferica e non un’altra. Con questi limiti, e cambiando giocoforza
interlocutore, ribadisco il mio consiglio: ragazze, TENETE LA PERIFERICA BEN
COLLEGATA ALLA CENTRALINA! In Veneto si dice: “la mona no vol pensieri”.
Questo non significa che la centralina va disattivata, significa piuttosto che
va messa completamente a disposizione della periferica in questione. Mi spiego:
non basta essere bagnate, dovete sapere di essere bagnate, e in che
misura, senza bisogno di metterci un dito. “La mente è l’idea della
mona”, direbbe Spinoza. Naturalmente anche altre periferiche devono essere ben
attive e senzienti - sistema motorio, muscoli e tatto. Per altre periferiche,
decidete lì per lì: se è bello/a, attaccate l’impianto visivo, se è
brutto/a scollegatelo. Idem per olfatto, udito, ecc.
Suppongo, ragazze, che non vi piaccia solo godere, ma anche far godere: che
diamine, in fondo si è in due/3/4, ecc. E allora attenzione alle periferiche
del/dei partner. E’ visivo? Olfattivo? Tattile? Percepisce i campi magnetici?
Cercate di regolarvi di conseguenza.
Un consiglio per i partner di tipo tradizionale (uomini di ciccia): se volete
tenervelo a lungo, cercate di farlo diventare soprattutto tattile. Il sex
appeal visivo, care amiche, dura quel che dura, funziona solo entro ristretti
limiti di età che è inutile cercare di dilatare con trapianti, lifting,
silicone, chimica e altre cyborgate: i risultati, almeno per ora, sono scarsi.
Lavorate piuttosto sul tatto e sul muscolo, addestrate queste periferiche usando
come si deve la centralina e stimolate la sensibilità del partner in questa
direzione. Garantisco risultati più duraturi. In sintesi: invece di sognare il
trasferimento in altri involucri - il cui uso richiederebbe un lungo e faticoso
ricondizionamento della centralina – vediamo di usare al meglio le nostre
dotazioni di serie.
Buone scopate!
MT