torna alla home page  IL PIANETA FUTURO
Associazione di politica e cultura comunista
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LA NOSTRA POSIZIONE SULL’APPELLO “IRAQ LIBERO” PER LA MANIFESTAZIONE DEL 13 DICEMBRE

  L’appello per l’IRAQ LIBERO e la proposta di manifestazione nazionale a Roma il 13 Dicembre ci erano apparsi in un primo momento interessanti e condivisibili nella sostanza.
Diversamente, non condividiamo nel modo più assoluto il “preambolo” all’appello stesso, quello in cui si dichiara che l’adesione è aperta a chiunque a prescindere dalle proprie idee politiche e dalla propria fede religiosa ed è su questo punto fondamentale che si basa la nostra contrarietà ad una manifestazione indetta su una piattaforma ideologicamente sbagliata e di conseguenza aperta a rapporti politici con gruppi e individui che noi consideriamo nostri avversari.
È infatti controproducente e inaccettabile richiamare all’adesione e alla partecipazione comune contro l’imperialismo americano chiunque condivida questa avversione, da qualunque area provenga e a qualunque idea politica si riferisca. Così come è allusivo, strumentale e volutamente ambiguo (nonché pericolosamente privo di discernimento politico e ideologico) il riferimento, in quel contesto, alla fede religiosa: come comunisti questa specificazione ci sembra del tutto superflua, poiché siamo abituati a giudicare gli uomini e le donne in base alle relative teorie e prassi politiche, non certo in base alla loro pelle o alla loro religione.
Noi siamo stati tra i primi a solidarizzare con la lotta armata del popolo iracheno contro l’invasione (così come sosteniamo l’Intifada del popolo palestinese contro l’occupante sionista israeliano), ma abbiamo anche aggiunto che questa solidarietà doveva svilupparsi nell’appoggio alle forze laiche, democratiche, socialiste e comuniste, di classe che lottavano e lottano per la liberazione e l’emancipazione sociale. L’anti-imperialismo per noi non coincide col mero nazionalismo indipendentista e tanto meno con l’oscurantismo fondamentalista, viceversa, è una teoria e prassi politica anticapitalistica e rivoluzionaria, tesa a costruire una società senza miseria e sfruttamento, una società comunista. Imbarcare forze che hanno altri progetti politici e si richiamano a ideologie e idealità addirittura opposte a quelle dei comunisti, e che dunque rappresentano per noi non solo avversari politici, ma anche nemici di classe, finisce per essere oggettivamente una vera e propria provocazione. Peraltro, ci convince assai poco anche l’affermazione frettolosa e ambigua relativa alla perdita di significato della distinzione tra destra e sinistra, soprattutto se tesa di fatto (come in quell’appello) a far cadere la imprescindibile pregiudiziale antifascista.
La lotta contro l’imperialismo americano (assieme alla contrapposizione a tutti gli imperialismi), la solidarietà alla resistenza del popolo iracheno ed il sostegno alle forze laiche, democratico-progressiste e di classe in Iraq potevano essere parole d’ordine condivise per costruire un appuntamento ampio della sinistra di classe, antagonista, comunista: in questo modo invece non si fa che dividere per imbarcare soggetti singoli e collettivi che definire ambigui è un eufemismo. Crediamo che su questa strada non si produce una trasformazione rivoluzionaria del mondo in senso comunista, ma si scivola nella confusione ideologica e nell’avventurismo politico (la consapevolezza di questa realtà sta opportunamente portando molti compagni a ritirare l’adesione alla manifestazione del 6 Dicembre) .
Come Associazione siamo e saremo sempre al fianco di tutte le lotte antimperialiste (e contro tutti gli imperialismi!) che si muovono in una prospettiva di classe per la costruzione di una società comunista, scegliendo con cura i compagni di strada, per evitare di fare di ogni erba un “fascio”.

  CACCIAMO GLI INVASORI DALL’IRAQ E DALLA PALESTINA!

VIVA LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO E PALESTINESE!

APPOGGIAMO LE FORZE RIVOLUZIONARIE CHE LOTTANO PER UNA SOCIETA’ LAICA E SOCIALISTA!

  Pisa, 27 ottobre 2003

 

IL PIANETA FUTURO

ASSOCIAZIONE DI POLITICA E CULTURA COMUNISTA