SCHEDA SUL RAZZISMO

PREMESSA
Uno spettro si aggira nella società omologata al pensiero unico capitalista dove non esistono discriminanti culturali ed ideologiche, dove le pratiche alternative sono criminalizzate. Combattere le destre vuol dire mascherare il razzismo analizzandone le teorie e le manifestazioni concrete.

RAZZISMO E FASCISMO
Il Razzismo è parte integrante della cultura fascista e della destra moderata, e non si può spiegare solo con principi etico-morali, presenta stretti legami con il sistema di accumulazione capitalista e si manifesta attraverso culture, ideologie e luoghi comuni diffusi in vari ambienti sociali e culturali. Il Razzismo moderno per Burgio è "confutazione del preteso universalismo del sistema democratico della cittadinanza": si manifesta quindi contro gli esclusi, siano essi classi subalterne o immigrati.
È infatti l'ideologia dominate a costruire meccanismi sempre nuovi di esclusione e persecutori nei confronti delle minoranze, sempre più spesso gli immigrati sono ritenuti responsabili della malavita o espropriatori di diritti negati alla popolazione autoctona. Per esempio le case popolari, destinate anche a famiglie di immigrati, costituiscono motivo di razzismo da parte dei locali esclusi che si ritengono espropriati del diritto all'alloggio. Tuttavia, i responsabili non sono gli immigrati, piuttosto quella classe politica che, dopo avere intascato i miliardi dei fondi Gescal, non garantisce condizioni abitative dignitose ricorrendo alle requisizioni delle case sfitte, mentre invece privilegia soluzioni clientelari e individuali come i contributi alla locazione che poco servono a combattere speculazioni immobiliari.
Il Razzismo si ritrova nella cultura liberista che occulta la natura violenta e repressiva del colonialismo che discriminava con la sopraffazione popoli e culture definite biologicamente inferiori e quindi incivili.
La stessa considerazione vale anche per l'Italia che diffonde un'immagine falsa e apologetica del proprio colonialismo, ammettendo solo dopo 50 anni l'uso di gas contro l'inerme popolazione civile etiope e libica. I nostalgici prima, i buonisti oggi (che ricordiamo appartengono tanto al centrosinistra quanto al centrodestra) continuano ad omettere quelle pagine coloniali che addirittura Storace vorrebbe esaltare in libri di storia favorevoli al fascismo e alla sua politica.
La teoria biologica del Razzismo nazista presenta numerose connessioni con le ideologie delle potenze occidentali, per esempio la politica USA, negli anni '20, ai danni delle minoranze asiatiche, la sterilizzazione di minorati psichici. Il Razzismo esalta le cosiddette omogeneità nazionali manifestatesi attraverso lingua, costumi e carattere, esalta tradizioni presunte o inventate che cancellano ogni tipo di seria analisi comparata di sistemi linguistici, basandosi su un atavico odio per i popoli africani. Concetti ambigui e contraddittori ripetuti come luoghi comuni e verità assolute, l'omogeneità linguistica non corrisponde storicamente alle nazioni come la storia del Risorgimento insegna.
Il Razzismo, anche se si avvale di stereotipi, rimane un fenomeno complesso perché utilizza molteplici ideologie: unità religiosa (le omelie del Cardinal Biffi contro immigrazione da Paesi di religione musulmana), coesione ideologica (parafrasando manifesti di destra, i comunisti fanno il gioco prima dei sovietici ed oggi degli extracomunitari per inquinare la "Nazione italica"), lotta contro la devianza sociale (l'omosessualità intesa come malattia, riapertura di manicomi per malati, campi di detenzione per zingari e immigrati clandestini).
Il Razzismo nega i diritti individuali e collettivi e non è casuale l'alleanza di settori oscurantisti cattolici e destre contro aborto e divorzio, si riaffermano le identità sociali attraverso quel razzismo di classe che porta la Confindustria del Nord-Est a favorire l'immigrazione di operai dai Paesi dell'ex-Patto di Varsavia, al fine di avere un esercito industriale di riserva già esperto di meccanismi industriali da inserire nel mercato lavorativo. Su questo punto occorre chiarezza perché l'immigrazione di operai dall'Est europeo può creare contraddizioni a discapito del potere contrattuale della forza lavoro. questi nuovi operai saranno disposti a lavorare in orari flessibili e con contratti sfavorevoli, spingendo la forza lavoro autoctona a forme di competizione che alimenteranno ideologie razziste.
In questi anni in Italia la Lega Nord, in Francia il Fronte Nazionale, hanno saccheggiato la base comunista, una verità occultata sulla quale manca ancora oggi una riflessione; quando si abbandona il terreno della conflittualità di classe e della lotta contro il capitalismo per scegliere una comoda via parlamentare, in presenza di processi di ristrutturazione capitalistica che tendono a ridurre gli spazi di libertà e il potere di acquisto delle buste paga, è più facile per le destre conquistare consensi e sostegni verso politiche di esclusione ai danni di immigrati.
Noi crediamo che si ripropongano dinamiche vecchie, presenti in ogni flusso migratorio anche interno ad un singolo Paese, per esempio dal Sud al Nord d'Italia. Occorre smascherare il ricatto di chi a sinistra sostiene la rinuncia a diritti fino ad oggi acquisiti per favorire le nuove generazioni e gli immigrati, così come va rigettata la non disponibilità ad allargare questi diritti ai nuovi soggetti sociali. Come comunisti dobbiamo sostenere e praticare una solidarietà internazionale, unificando gli interessi delle popolazioni locali con quelli delle masse sfruttate provenienti dal Terzo Mondo, disposti quindi a rimuovere le contraddizioni culturali che individuano negli esclusi i nemici contro cui combattere. Se questa battaglia di civiltà non si unisce alla tutela delle classi subalterne rischiamo di regalare l'opposizione sociale alle destre xenofobe e razziste sempre pronte ad indirizzare l'odio popolare verso i soggetti più deboli come immigrati, omosessuali, sottoproletari.
Ultima considerazione sul Razzismo riguarda la supremazia ideologica o culturale dell'Occidente rispetto al Terzo Mondo, ragion per cui potremmo definirlo come "naturalizzazione delle differenze storiche ai fini della costruzione di gerarchie antropologiche utili a gestire il conflitto interno e internazionale capitalista" (A. Burgio).
Noi pensiamo che la questione del Razzismo consenta ai comunisti di praticare quell'internazionalismo proletario cancellato da interessi nazionali interclassisti che hanno favorito soltanto le classi dominanti, le borghesie rampanti, dividendo invece i settori popolari attraverso l'uso di ideologie, luoghi comuni, stereotipi, nuove e vecchie forme di esclusione xenofoba. Lottare contro il razzismo e le destre non è solo una battaglia ideologica, perché sono necessarie pratiche e scelte politiche conseguenti.

BIBLIOGRAFIA

A. Burgio, L'invenzione delle razze, manifestolibri, 1998;

E.J. Hobsbawm, L'invenzione della tradizione, Einaudi, 1987;

D. Losurdo, Il revisionismo storico, Laterza, 1996;

E. Losurdo, La comunità, la morte, l'Occidente, Boringhieri, 1991;

F. Balibar - I. Wallerstein, Razza, nazione, classe, Parigi, 1998;

Aa.vv., Fascismo e antifascismo, Laterza, 2000