Dieci anni di Marx centouno

Con questo numero, Marx centouno compie dieci anni. Un'età di tutto rispetto per una rivista vissuta di lavoro volontario, di passione politica e di impegno intellettuale. Gli indici che pubblichiamo in appendice testimoniano l'attività svolta: un'attività - crediamo - di qualche valore, visto che i lettori hanno seguito e sostenuto la rivista consentendole una dignitosa autonomia in tempi davvero difficili. Abbiamo fatto del nostro meglio per mantenere aperto uno spazio di discussione e di riflessione in un mondo sempre più ottusamente chiuso e culturalmente povero, anche - o dovremmo dire soprattutto? - sul versante della sinistra.

In questo spazio non ci siamo isolati, nè siamo mai rimasti quieti. Non ci siamo arroccati su vecchie certezze, ma abbiamo anzi cercato di dar voce alle nuove domande e alle incertezze emergenti, con spirito critico, mettendo in discussione stili de equilibri consolidati. Abbiamo più volte cambiamo pelle. Dall'interesse prevalentemente filosofico dei primi numeri la rivista è passata, con la seconda serie, a un maggior impegno politico e a un'attenzione focalizzata soprattutto sulle trasformazioni in atto nella società. Su questo terreno si sono confrontati punti di vista, ipotesi teoriche, analisi e giudizi tra loro differenti. Ne è risultato un pluralismo ricco e stimolante ma, a volte, forse troppo frammentario. Oggi sentiamo il bisogno di un confronto più costruttivo, di una rivista che sia meno "contenitore" e più "cantiere", che sappia tradurre i diversi contributi in punti di vista e orientamenti comuni, trovando momenti - per quanto parziali - di sintesi collettiva. Per questo ci accingiamo di nuovo a cambiare pelle.

La discontinuità, questa volta, sarà più forte. In questo senso affrontiamo un'incognita, ma siamo confortati dal fatto di non essere soli. Le istanze emerse nel nostro piccolo collettivo di lavoro rappresentano esigenze diffuse, trovano riscontro nei tanti altri piccoli collettivi in cui si raccoglie chi è fuori dal coro, dando vita a pubblicazioni, gruppi di studio, iniziative politiche e culturali a volte molto valide, troppo spesso disperse. Marx centouno fa parte di questo mondo attivo e frammentato, minoritario e diffuso: un mondo differenziato che ha in comune la capacità critica e la volontà di resistere a un'omologazione culturale che rende la sinistra sempre più asfittica. In questo mondo abbiamo voluto condurre la nostra discussione, con la massima apertura, rivolgendo a quanti più soggetti possibile l'invito a unirsi per pensare e progettare insieme, contro. Il seminario tenuto a Livorno lo scorso dicembre - di cui abbiamo dato notizia nel precedente numero della rivista - è stato un momento importante di questa discussione, e ha prodotto due risultati di rilievo.

Il primo risultato riguarda direttamente i nostri lettori. Nasce una nuova rivista bimestrale, in cui confluiscono Marx centouno e altre testate (A sinistra, Primo Piano e Officina; collaborano al progetto anche le riviste Quaderni metropolitani e Città d'Utopia, che continueranno comunque a uscire autonomamente). Il presente numero, quindi, conclude la seconda serie di Marx centouno. Continueremo la nostra attività di informazione, riflessione, elaborazione nella nuova testata, dunque sotto un altro titolo, con un progetto rinnovato e una diversa periodicità. Gli abbonati che hanno diritto ad altri numeri di Marx centouno riceveranno la nuova rivista. A tutti i lettori chiediamo di darci ancora fiducia e di seguirci in questo cambiamento.

L'altro risultato uscito dal seminario di Livorno consiste nella promozione di un "consorzio" di riviste e centri culturali (hanno aderito finora 14 testate, ma il lavoro è solo all'inizio e il gruppo promotore intende estendere i contatti) con lo scopo di mettere in comune risorse materiali e intellettuali. Si tratta di un tentativo di rompere l'isolamento che oggi penalizza tante realtà alternative, costruendo forme di collaborazione che contrastino la frammentazione e la dispersione delle iniziative. Le idee sono tante - dalla creazione di servizi comuni alla promozione collettiva di convegni e collane di libri - molte ancora da vagliare e mettere a punto. L'importante - crediamo - è cominciare a muoversi in una direzione nuova, una direzione che abbiamo definito sincretismo antagonista: unire le forze contro i comuni nemici, mantenendo ciascuno identità e autonomia ma superando i vecchi vizi del settarismo e dell'autoreferenzialità che ci condannano a rimanere voci isolate, sempre inesorabilmente sovrastate dal coro di cui non facciamo parte.

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