ARCHIVIO
articolo della rivista numero 142
un impegno di tutti
di Marco Palma
A settembre la settimana di mobilitazione del No Dal Molin
“Resisteremo un minuto in più”: con questo slogan, sintetico ma chiaro, si era aperta la grande manifestazione del 17 febbraio scorso, quando decine di migliaia di persone, vicentini e non, sfilarono per le strade della città berica per opporsi alla costruzione di una nuova installazione militare statunitense.
UN IMPEGNO MANTENUTO
Era una promessa, quella stampata sullo striscione tenuto da tante donne vicentine in testa al corteo, ma anche un impegno, collettivo e individuale, a non lasciarsi demoralizzare e sconfiggere dagli eventi che, nelle settimane e nei mesi successivi, avrebbero confermato l’atteggiamento del governo, disposto a tradire la volontà della comunità locale vicentina e il proprio programma elettorale pur di compiacere al pesante alleato d’oltreoceano.
Un impegno, quello di continuare a resistere, mantenuto in tutti questi mesi, nonostante l’ostinato tentativo di criminalizzazione del movimento da parte dell’amministrazione locale che, dopo l’occupazione della Basilica palladiana - simbolo della città Unesco - pretendeva lo sgombero con la forza di donne e uomini che il sindaco Hullweck non aveva esitato a definire terroristi; nonostante la faccia tosta di Prodi che, contestato a Trento durante un meeting sull’economia, si rifiutava di rispondere in pubblico alle domande dei vicentini, per poi ribadire, davanti ai microfoni delle televisioni, che nulla valevano le obiezioni di tanti cittadini preoccupati per il devastante impatto ambientale, sociale e urbanistico della nuova base ma anche contrari a permettere che il proprio cortile di casa possa diventare un avamposto per le guerre di Bush.
Nonostante, anche, l’arroganza di generali e diplomatici statunitensi che, più volte, hanno fatto le veci del governo italiano, annunciando firme e novità progettuali delle quali Roma, fino a un minuto prima, negava l’esistenza.
Il movimento vicentino ha continuato a vivere, a battere colpi, a dimostrare, iniziativa dopo iniziativa, la propria determinazione nel non mollare, nel resistere, per l’appunto come aveva promesso al termine del grande corteo. E, intorno a sé ha continuato a raccogliere la solidarietà di quanti, in tutto il paese, si battono per la difesa dei beni comuni, per il rifiuto della guerra, per la riconversione delle strutture militari a scopi civili.
UNA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE
“Non solo solidarietà”, aveva detto la rappresentante del movimento No Tav all’incontro nazionale dello scorso 14 luglio, “ma piena condivisione, perché la lotta contro il Dal Molin è una lotta di tutti”. Ed è da quell’incontro, tenutosi al Presidio permanente durante un sabato caldissimo, che è nata la prossima campagna di mobilitazione, quella che si terrà dall’8 al 16 settembre. Una decisione condivisa e appoggiata da realtà nazionali e locali che, da tutta Italia, avevano raggiunto Vicenza per costruire, insieme, il futuro del movimento No Dal Molin. Quel pomeriggio, infatti, sotto il tendone di Ponte Marchese erano in più di quattrocento a discutere, per sette ore, l’importanza di continuare a resistere e le strategie per farlo.
Una settimana di mobilitazione, quella che si svolgerà a settembre, per dimostrare la capacità del movimento di impedire ciò che, in modo illegittimo, è stato imposto alla comunità locale; una settimana di iniziative, azioni dirette, discussioni e seminari, ma anche di spettacoli teatrali e musicali, presentazioni di libri e documentari. Il Presidio permanente è in fibrillazione, in queste giornate di agosto; si organizza il No Dal Molin Festival, in un’area non lontana dall’aeroporto Dal Molin che per dieci giorni diventerà il centro delle mobilitazioni contro la nuova base; è già stato definito “l’altra Festa degli Otto”, perché a Vicenza, l’otto settembre, è la festa della Madonna, patrona della città berica. Ma i vicentini che da oltre un anno si mobilitano, quest’anno, la festa della città se la vogliono costruire in prima persona; e ora, dopo l’Altro Comune che lo scorso marzo ha tagliato i cavi in fibra ottica funzionali alla nuova installazione militare e che, ad aprile, ha occupato la Basilica palladiana contrapponendosi al municipio e alla giunta comunale, arriva anche l’altra festa, funzionale e complementare alle tante iniziative che caratterizzeranno la settimana di mobilitazione.
QUALITÀ NELLE PROPOSTE, EFFICACIA NELLE AZIONI
All’interno del festival, infatti, sarà attrezzato un campeggio per ospitare quanti, da tutta Italia, giungeranno a Vicenza per partecipare ai dibattiti e alle azioni dirette.
Nel proprio appello il Presidio scrive che vuole “costruire una settimana che sappia unire qualità ed efficacia”. Qualità nelle discussioni, nella capacità di far maturare nuove proposte politiche, libere dalla guerra, dalle speculazioni economiche, dal depauperamento delle risorse ambientali; capaci di porre l’attenzione sulla difesa e sulla valorizzazione dei beni comuni, sulla smilitarizzazione dei territori, sulla costruzione di nuove pratiche di condivisione e decisione, su un nuovo sviluppo territoriale e una nuova politica delle comunità locali. Efficacia nelle azioni, nella capacità di mettere in discussione un progetto sponsorizzato dalle amministrazioni locali e dai potentati economici e approvato dal governo nazionale; nella determinazione a impedire la costruzione di un’opera devastante nell’impatto sociale, ambientale ed economico locale e incompatibile con l’altro mondo possibile che, invece, è necessario costruire. E l’appello si conclude con la citazione “Se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia”, per chiarire, una volta ancora, che la forza di questo movimento sta nella sua pluralità e nella sua capacità di continuare a essere di massa. Del resto, questa è l’aria che si respira al Presidio, dove in questi otto mesi sono passate migliaia di persone e dove si sono susseguite, puntuali, partecipatissime assemblee ogni martedì.
I vicentini, dunque, si sono messi al lavoro: in pieno agosto organizzano un evento che richiederà decine e decine di volontari, ma soprattutto tanta passione e determinazione; perché il festival e il campeggio saranno curati al meglio, ma tutti al Presidio vogliono dimostrare, con le iniziative che saranno organizzate, che impedire la costruzione della nuova base è possibile; per questo si appellano a quanti, a partire dalle realtà del Patto di mutuo soccorso, in questi mesi sono stati al fianco della comunità berica: a settembre, anche se i lavori non saranno ancora iniziati, il movimento vuol dimostrare la propria forza, lanciare un segnale chiaro e inequivocabile a quanti la nuova base di guerra la vogliono costruire a suon di imposizioni.
ANCORA BUGIE
Nel frattempo anche le ultime bugie si sono miseramente svelate: le tante compensazioni promesse ai vicentini, a partire dalla tangenziale nord, non saranno tali, o meglio, saranno pagate dai cittadini stessi. Il commissario Costa, nominato dall’esecutivo per indorare la pillola della nuova base, ha infatti dichiarato che a farsi carico delle opere complementari sarà lo stato italiano.
Non se ne sono stupiti più di tanto i vicentini, che, del resto, non si battono certo per limitare l’impatto dell’opera, bensì per impedire la realizzazione della più importante base di guerra a stelle e strisce in Europa.
Lo scorso gennaio, quando convocarono la manifestazione nazionale del 17 febbraio, i cittadini di Vicenza scrivevano che il loro percorso era appena all’inizio; difatti lo hanno proseguito e lungo la strada hanno trovato tanti nuovi compagni di viaggio che, da tutta Italia, hanno dichiarato la propria incompatibilità con la guerra e i suoi strumenti. A settembre questo percorso vivrà una nuova tappa e i vicentini si troveranno ancora una volta al loro fianco quanti, in tutta Italia, sognano un mondo libero dalla guerra e dalle installazioni militari, difendono la terra e i beni comuni, si battono contro l’inquinamento e la devastazione urbanistica dei luoghi di vita.
Il Presidio permanente pubblicherà tutte le informazioni sul sito www.nodalmolin.it; a disposizione anche un indirizzo email (campeggi@nodalmolin.it) e un numero telefonico attivo dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 18.00 (3486381070).