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articolo della rivista numero 134

Smilitarizzare il Mediterraneo

 

Dal 24 al 26 novembre a Roma si tiene l’iniziativa "Medlink - intrecci mediterranei", promossa da un gruppo di associazioni italiane tra le quali Guerre&Pace.

Un’occasione per aumentare la capacità di costruzione di reti tra le organizzazioni e i movimenti sociali dei paesi delle due sponde e per allargare il dibattito a partire da alcuni temi: le questioni delle religioni, della cultura e della politica nella crisi di civiltà; le azioni e le proposte per fermare la guerra e la violenza nel Mediterraneo; una riflessione su cosa sia la “società civile” nel Nord e nel Sud e quali relazioni possa istaurare tra le due sponde; il contributo della cultura di fronte al cosiddetto “scontro di civiltà”.

Come si legge nel documento di presentazione dell’iniziativa, “il Mediterraneo… può essere anche spazio di sperimentazione di un’‘altra storia’ che si getti alle spalle il colonialismo vecchio e nuovo, con beneficio per i diritti e la sicurezza di tutti… È emerso però proprio in questi anni un ‘altro Mediterraneo’, fatto da movimenti e reti di organizzazioni della società civile, da amministrazioni locali, da intellettuali, giornalisti, esponenti del mondo dell'arte e della cultura, delle religioni, da organizzazioni del mondo del lavoro, da associazioni di donne, che sta costruendo uno scenario nuovo dove è possibile affermare un'alternativa”.

Per questo la proposta di fondo che anima il forum è quello di saldare una rete della società civile mediterranea per la pace e la giustizia, i diritti e la democrazia.

 

“Guerre&Pace” ha voluto contribuire a questa iniziativa con alcuni articoli incentrati sulla questione che più di tutte ci ha visti impegnate/i in questi anni e che riguarda la militarizzazione e le politiche di guerra - che anche nello “spazio Mediterraneo” hanno agito in profondità.

In questi quindici anni, infatti, si sono moltiplicati i progetti e le operazioni volte a coinvolgere in forma subalterna i paesi della sponda sud dentro le reti delle alleanze politico-militari occidentali.

Abbiamo provato quindi ad affrontare questi progetti e queste iniziative attraverso diverse letture e fornendo alcuni dati dell’attuale militarizzazione del Mediterraneo.

Il contributo di Bruno Amoroso definisce il quadro generale del rapporto tra Unione europea e paesi del Mediterraneo, in particolare sottolineando le politiche dell’Ue fino alla nuova “politica di vicinato”.

Un altro articolo affronta invece queste politiche dal punto di vista delle strategie di “sicurezza e difesa” che Nato e Ue hanno elaborato e praticato in questi anni. L’ultimo articolo è un “punto di vista del Sud” su queste stesse politiche e dell’immagine che la Nato proietta verso il mondo arabo e Mediterraneo del sud.

Naturalmente non abbiamo esaurito tutte le problematiche, molte questioni non le abbiamo affrontate e altre le abbiamo trattate in altri numeri (per esempio, le vicende legate alla dissoluzione dell’ex Jugoslavia, sulle quali abbiamo pubblicato un lungo approfondimento retrospettivo di Catherine Samary nel n.133).

 

Il “centro” che presentiamo prova a definire le questioni legate alla “guerra globale permanente” - che abbiamo a suo tempo definito “guerra economica, sociale e militare” - con lo sguardo a una regione che potrebbe diventare uno “spazio comune” per i movimenti sociali e le esperienze di relazione politica dal basso.

Uno spazio che ha bisogno di una grande opera di smilitarizzazione sui molti piani che anche “MedLink” cerca di affrontare: a partire da quelli della politica e della “sicurezza” per arrivare alla cultura e all’incontro di esperienze sociali e culturali diverse che l’esperienza delle migrazioni porta con sé.

Smilitarizzarizzare il Mediterraneo quindi non significa solamente rifiutare le politiche di guerra e di riarmo ma soprattutto tornare a tessere relazioni sociali oltre quei confini che il “movimento dei movimenti” ha saputo in questi anni attraversare. Si discute infatti molto in questo periodo delle “difficoltà” del movimento altromondialista: dibattito serio, che deve però ricordare che questo movimento è prima di tutto un movimento globale e che dentro le relazioni e l’incontro tra le sue tante esperienze, nazionali e culturali, risiede la sua principale novità e il fondamento della sua forza.

 

“Guerre&Pace”


 

 

Copyright 1993/2003 Guerre&Pace
. Mensile di informazione internazionale alternativa
Ed. e propr. Associazione G&P. Stampa La grafica Nuova, v. Somalia 8, Torino.
Autorizz. Trib. Milano n. 55 del 13/2/1993. Dir. resp. Walter Peruzzi