L'archivio è aperto dal giovedì al sabato compreso, in
via Tavolata 6, 42100 Reggio Emilia; tel. 0522 - 43 93 23,
e-mail
fiamma.chessa@tin.it
archivioberneri@hotmail.com
iniziative
(ottobre 2004)
L'Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa di Reggio Emilia custodisce
un ricco patrimonio documentario che abbraccia circa un secolo di storia:
la storia ampia, ricca di fatti noti memorabili intessuta di episodi ignoti,
o perduti nella memoria, dell'anarchismo italiano e internazionale. L'archivio
nasce a Genova Nervi nel 1962 per opera di Aurelio Chessa che unì
al suo materiale, raccolto nel periodo 1945-62, i libri e le carte di Giovanna
e Camillo Berneri, che la figlia Giliana gli donò dopo la morte della
madre Giovanna Caleffi. Benché il materiale donato fosse rilevante
e importante, non coincide interamente con il fondo Berneri come comunemente
si pensa.
Chessa si interessò molto e dette un aiuto fondamentale al lavoro
che Giovanna Berneri svolse dopo il 1942, anno della sua deportazione dalla
Francia all'Italia, per le Edizioni RL e per la Rivista "Volontà".
Chessa si preoccupò anche di arricchire il fondo Berneri, intrattenendo
una fitta corrispondenza con gli anarchici di tutto il mondo e soprattutto
con quelli dell'"Adunata dei Refrattari" di New York che inviarono
molte delle loro pubblicazioni.
Per alcuni anni l'Archivio consisteva in una disordinata e confusa raccolta
di documenti, anche se facilmente consultabile. Fu indubbio merito di Aurelio
Chessa decidere e provvedere al recupero e alla conservazione di questi
documenti. In proposito è il caso di ricordare che, preso atto della
consistenza e del notevole interesse storico-documentario che l'archivio
presentava, l'amministrazione comunale di Pistoia nel 1982 lo acquisiva
a titolo di deposito conservativo, come sezione specializzata della Biblioteca
comunale, dotandolo di una sede pubblica e affidando l'incarico di riordinarlo
a giovani laureati che avviarono un lavoro di sistemazione e di catalogazione
protrattosi poi, con alcuni avvicendamenti di persone e varie interruzioni,
fino a oggi. Si avviava allora un lavoro di recupero e di ordinamento archivistico
che garantiva una più consona custodia delle carte e una loro eventuale
utilizzazione per scopi di studio.
L'Archivio Famiglia Berneri, uno dei pochi archivi anarchici a non essere
stato disperso, raccoglie e conserva volumi, periodici (collezioni e numeri
unici), opuscoli sull'anarchismo e il movimento operaio.
Nell'Archivio sono conservate le carte di Camillo Berneri (lettere, prime
stesure di saggi, fogli di appunti). Camillo Berneri (1897-1937), intellettuale,
pubblicista, giovane socialista a Reggio Emilia, poi militante anarchico,
si laureò con Salvemini, scrisse numerosi articoli per riviste di
lotta e alcuni volumi. Fu assassinato a Barcellona nel 1937 da sicari comunisti
nel corso della guerra civile spagnola.
Oltre al materiale già citato, l'Archivio conserva inoltre una raccolta
preziosa di periodici tra cui "L'adunata dei refrattari", "Cronaca
sovversiva", "Il Martello", "Umanità Nova",
"Il Pensiero", ecc., che vanno a congiungersi con la parte corrente
e contemporanea dell'archivio stesso che si compone di circa seimila volumi
sul movimento anarchico e operaio italiano e internazionale e circa duemila
testate. Nel fondo , che alcuni studiosi hanno già in parte utilizzato
per ricerche e tesi di laurea, non mancano documenti originali che sta ovviamente
ai ricercatori porre all'attenzione pubblica, valorizzandoli nella migliore
maniera. Un esempio è in tal caso rappresentato dal Fondo Leda Rafanelli,
pubblicista e scrittrice, una delle figure pi importanti del movimento anarchico
italiano, recentemente acquisito in deposito conservativo, che contiene
lettere, libri e giornalini che pubblicavano le fiabe da lei scritte.
Negli anni l'archivio si è arricchito di alcune raccolte documentarie
di grande interesse, pervenute in tempi diversi per lasciti e donazioni,
rese accessibili agli studiosi attraverso mezzi di corredo, inventari e
cataloghi. I più ricchi e prestigiosi sono il Fondo Giuseppe Faravelli,
noto esponente del socialismo riformista, il Fondo Pier Carlo Masini, storico
del movimento operaio e anarchico, il Fondo Ugo Fedeli e il Fondo Virgilio
Gozzoli, entrambi esponenti del movimento anarchico italiano.
Da molti anni è stato costituito, in seno all'Archivio, un fondo fotografico che accoglie immagini e ritratti dei pi noti militanti anarchici a cui si deve aggiungere un notevole fondo manifesti composto da migliaia di pezzi.
Data questa consistenza e peculiarità dei fondi, l'Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, si qualifica come fonte di notevole importanza per le ricerche sul fuoriuscitismo italiano e sulle correnti dell'antifascismo. Scopo principale dell'archivio, oltre a quello di raccogliere, ordinare, conservare e incrementare i fondi archivistici e bibliografici, è quello di mettere a disposizione, come è avvenuto e come sta avvenendo, tutto questo materiale ai fini della ricerca e della documentazione da parte di studenti e di studiosi. Va infine detto che la funzionalità e la disponibilità dell'Archivio è ora stata resa possibile dalla sollecitudine con cui il Comune di Reggio Emilia ha messo a disposizione locali, personale e mezzi finanziari e dalla diligente passione con cui Fiamma Chessa, dopo la morte del padre, cura questa iniziativa. L'attenzione e la partecipazione di intellettuali, ricercatori e militanti non potranno che premiare questo atto di sensibilità, di fiducia e anche di coraggio.
Dott. Furio Biagini
Nel 1998 la Biblioteca Panizzi ha acquistato il fondo Vernon Richards,
compagno di Maria Luisa Berneri, primogenita di Camillo. Esso consta di
lettere, documenti della famiglie Berneri e Recchioni; circa 2000 tra libri
e opuscoli di notevole pregio, la maggior parte dei quali sulla guerra di
Spagna; foto originali scattate da Maria Luisa e Vernon Richards, nonché
le collezioni complete di "Spain and the world", "Freedom",
"War Commentary" e tutto il pubblicato di Freedom Press.
Recentemente l'archivio si è arricchito di nuovo materiale donato
dal genero di Camillo Berneri, Serge Senninger, di Parigi, che alla morte
della moglie, Giliana, ha inviato lettere, diari, cartoline e un vasto repertorio
di fotografie di famiglia.
L'archivio è frequentato da un buon numero di studenti (n. 5 tesi
in corso), ricercatori.