La contraddizione
esposta in termini generali
è questa: il capitale è esso stesso la contraddizione in processo.
Il capitale si manifesta sempre più come una potenza sociale di cui
il capitalista è l,agente che ha ormai perduto qualsiasi rapporto
proporzionale con quello
che può produrre il lavoro di un singolo individuo; ma come una potenza
sociale, estranea, indipendente, che si contrappone alla società
come entità materiale e come potenza dei capitalisti attraverso questa
entità materiale. La contraddizione, tra questa potenza generale
sociale alla quale si eleva il capitale e il potere privato del capitalista
sulle condizioni sociali della produzione, si va facendo sempre più
stridente e deve portare alla dissoluzione di questo rapporto ed alla trasformazione
delle condizioni di produzione in condizioni di produzione sociali, comuni,
generali. Questa trasformazione è il risultato dello sviluppo delle
forze produttive nel modo capitalistico di produzione e della maniera in
cui questo sviluppo si compie. La produzione capitalistica racchiude una
tendenza verso lo sviluppo assoluto delle forze produttive, indipendentemente
dal valore e dal plusvalore in esse contenuto, indipendentemente anche dalle
condizioni sociali nelle quali essa funziona; ma nello stesso tempo tale
produzione ha come scopo la conservazione del valore-capitale esistente
e la sua massima valorizzazione. Se il modo di produzione capitalistico
è quindi un mezzo storico per lo sviluppo della forza produttiva
materiale e la creazione di un corrispondente mercato mondiale, è
al tempo stesso la contraddizione costante tra questo suo compito storico
e i rapporti di produzione sociali che gli corrispondono. Ogni determinata
forma storica del processo lavorativo ne sviluppa la base materiale e le
forme sociali. Quando è raggiunto un certo grado di maturità,
la forma storica determinata viene lasciata cadere e cede il posto ad un'altra
più elevata. Si riconosce che è giunto il momento di una tale
crisi quando guadagnano in ampiezza e in profondità la contraddizione
e il contrasto tra i rapporti di distribuzione e quindi anche la forma storica
determinata dei rapporti di produzione ad essi corrispondenti, da un lato,
e le forze produttive, capacità produttiva e sviluppo dei loro fattori,
dall'altro. Subentra allora un
conflitto tra lo sviluppo materiale della produzione e la sua forma sociale.
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marxista "Contraddizione" dal 1987, che prosegue il tentativo
di analisi critica della realtà capitalistica iniziato con il mensile
NumerO, pubblicato per circa un anno dall'aprile 1986 per iniziativa
di Gianfranco Ciabatti. Oltre agli articoli e alle note essa comprende delle
rubriche fisse: il No (contro/in/formazione sintetica sui fatti di
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del senso comune nell'uso ideologico delle parole), l'Abicìd'anteguerra
(un inserto di quattro pagine con fotografie commentate da poesie, in omaggio
al Bertolt Brecht dell'Abicì della guerra), il Lato cattivo
(rassegna bimestrale delle pubblicazioni della sinistra di classe).
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