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Collettiva/mente è un circolo di libera discussione formato da alcune persone che hanno trovato un accordo su determinate posizioni teoriche e politiche. Quali?
A) Esigenza di un bilancio storico, teorico e politico del comunismo
novecentesco (rivoluzione russa, paesi a socialismo reale, partiti
comunisti in occidente, movimenti extraparlamentari del '68), perché
la necessaria critica di un'esperienza che si è chiusa in modo catastrofico
non si tramuti nella accettazione passiva del capitalismo e del "nuovo
ordine mondiale".
Tale bilancio non può che partire, a nostro parere, da una considerazione
preliminare: il carattere non intermodale della classe operaia. Con
questa espressione intendiamo porre l'attenzione su un fatto: oltre
un secolo di storia del movimento operaio ha mostrato che il cosiddetto
"proletariato" è certamente soggetto a sfruttamento e capace
di ribellioni (rivolte, scioperi, grandi manifestazioni), ma non è
in grado di indurre e gestire il passaggio dal modo di produzione capitalistico
ad altro modo di produzione.
B) Elaborazione di categorie interpretative in grado di farci comprendere
l'attuale fase storico-politica. Siamo convinti che le dicotomie tradizionali
del pensiero della sinistra (destra/sinistra, fascismo/antifascismo, reazione/progresso,
borghesia/proletariato) siano diventate praticamente inutili.
Nell'epoca dell'egemonia del capitale finanziario transnazionale,
il quale produce un "pensiero unico" funzionale alla propria legittimazione
come "sola realtà possibile", (centro-)destra e
(centro-)sinistra appaiono anch'essi appiattiti e omologati ai dettami
degli organismi finanziari internazionali (Banca Mondiale, FMI, etc.): non
c'è più scontro tra idee diverse sulla società, solo
competizione tra "cordate di funzionari" sul modo migliore di
obbedire agli ordini degli stessi padroni.
Per individuare le nuove categorie, pensiamo serva una profonda ridiscussione
del concetto marxiano di modo di produzione.
Per "ridiscussione" intendiamo una operazione molto radicale.
Abbandonare ciò che non ha (più) valore: il carattere fondativo
della teoria del valore, la tesi della preminenza delle forze produttive,
il pensare le classi sociali come soggetti autocoscienti, la caratterizzazione
della classe dominante in termini meramente proprietari, etc. Ristrutturare
l'intero edificio teorico, recuperare i grandi contributi della filosofia
"borghese". Riformare, anche linguisticamente, le categorie di
riferimento che si deciderà di conservare.
Meglio, bisognerebbe abbandonare tutti i ri- (fondare, costruire, etc.),
ponendosi nell'ottica di una fondazione e costruzione che,
sulla base di elementi preesistenti, mettano in campo forme e concetti adeguati.
C) Necssità di una politica non politicistica, vale a dire estranea rispetto alle forme tradizionali (la "forma partito" e la "forma sindacato"). Bisognerebbe cominciare a ricercare nuove modalità di intervento nella lotta politica ed economica. In quest'ottica Collettiva/mente ha organizzato numerosi dibattiti su temi di pubblico interesse: manovra finanziaria, elezioni, globalizzazione dell'economia, etc., temi che appunto sono ignorati o trattati in modo fuorviante dai partiti e sindacati tradizionali.
I due poli suonano la stessa
musica
Undici Tesi su Nazismo
e Revisionismo