IL DOPPIO
SIGNIFICATO DEL SI’ AL REFERENDUM PER L’ESTENSIONE DELL’ARTICOLO 18: PER
DIFENDERE I DIRITTI INDIVIDUALI E COLLETTIVI/CONTRO LE DESTRE REAZIONARIE
I
rapporti di forza tra le classi nel nostro paese sono sempre stati determinati
dai rapporti internazionali: nell’attuale fase imperialistica del sistema
capitalistico planetario, i settori più populistico-reazionari della borghesia
nazionale al governo hanno incrinato i legami con le nazioni europee più
autonome rispetto all’imperialismo americano, indebolendo il processo di
costruzione del nuovo polo imperialistico europeo: la tradizionale politica di
servilismo verso la NATO e gli USA è stata talmente accentuata da rendere
l’Italia un vero e proprio vassallo nella sfera dell’imperialismo
statunitense.
Nel
processo di ristrutturazione capitalistica a livello mondiale avvenuta a partire
dagli anni ’80 del secolo scorso, processo avviato in Inghilterra di
conservatori guidati dalla Thatcher, rilanciato in grande stile da Reagan negli
USA, infine approdato anche da noi con l’invenzione del “partito-azienda”
di Berlusconi, i rapporti di forza tra le classi (a livello interstatuale,
internazionale e nazionale) hanno subito un profondo ridimensionamento a
vantaggio della borghesia imperialistica di ogni paese. Questo ha determinato
non solo una sconfitta (se non la disfatta) dei settori di classe, indebolendo
la lotta e la coscienza di classe del proletariato fino a renderle evanescenti,
ma anche la crisi dei settori della classe media (piccolo-borghese) attaccati
dalla polarizzazione della ristrutturazione capitalistica.
In questo
quadro, l’attacco a fondo ai salari e ai diritti dei lavoratori è andato di
pari passo con quello alle istituzioni, alla magistratura, all’equilibrio tra
i poteri a tutto vantaggio dell’esecutivo.
Il
governo Berlusconi, per sua natura, sta portando avanti processi di
“fascistizzazione” in ogni settore politico e sociale, con l’obiettivo
primario di destrutturate la classe sociale da sfruttare, quella operaia e dei
lavoratori in generale.
Perciò,
di fronte alle difficoltà sociali di determinare un movimento che incarni la
lotta di classe efficacemente e nell’impossibilità politico-istituzionale di
sviluppare un’opposizione coerente nella sede parlamentare, l’estensione
dell’articolo 18 per via referendaria rappresenta uno strumento importante,
forse indispensabile, per tentare di mutare i rapporti di classe in Italia,
imponendo un freno all’attacco destabilizzante della destra.
La
vittoria del SI’ rappresenterebbe per la prima volta una vittoria diretta
degli interessi delle classi subalterne sui progetti di flessibilizzazione e
precarizzazione selvaggia del mondo del lavoro.
Sarebbe finalmente un duro colpo alla borghesia imperialistica nazionale, l’unico in grado di spezzare i legami ideologici tra la dirigenza politica reazionaria delle destre al governo e settori ampi della base elettorale, dagli interessi materiali ben lontani da quelli dei loro imbonitori.