Scegliere di scegliere
Scegliere ha questa caratteristica: può essere facile, come scegliere
il colore di una maglia da indossare al mattino, oppure estremamente difficile,
come scegliere quale corso di studi seguire per svolgere un'attività
professionale che ancora non sappiamo bene quale sarà. Può
essere semplice come scegliere un prodotto sul banco di un supermercato
o complesso, come scegliere la lista che riteniamo sia per noi più
rappresentativa in un'elezione politica. Ma vale anche il contrario, perché
ci può essere chi ritiene assai più semplice scegliere per
chi votare piuttosto che decidersi sul colore della maglia o sul prodotto
da mettere nel carrello della spesa.
Tutti, prima o poi ci troviamo di fronte alla necessità di fare delle
scelte. Che lo vogliamo o meno, l'esercizio stesso della nostra volontà
e l'espressione del nostro vivere cosciente si manifesta tramite l'operazione
per niente semplice della "scelta". Da essa deriva in buona parte
il comportamento umano, tanto sul piano privato e individuale quanto sul
piano sociale.
Chi è messo nella condizione di non poter più scegliere è
privato della propria libertà, e quindi di un carattere importante
del suo essere un umano. Se è poi vero quanto sosteneva John Milton
nel 1644, che "ragionare non è altro che scegliere", allora
il nesso che lega fra loro scelta, ragione e libertà va ancora riflettuto
a fondo e non è mai troppo tardi per tornare a rifletterci su.
In questo numero si cerca di affrontare il tema sotto i suoi molteplici
e per nulla facili aspetti. Le implicazioni politiche ed etiche del problema
sono un punto di partenza irrinunciabile, ma ad esse va affiancata tutta
la valenza individuale e privata di ogni scelta. Ai diversi piani della
riflessione filosofica e comunque all'approccio critico sui diversi modi
in cui si articola l'attività dello scegliere si è cercato
poi di affiancare una serie di considerazioni sulle scelte reali, concrete,
che accompagnano l'agire quotidiano. Per questo sono stati inseriti riferimenti
ad esperienze vissute o racconti che vertessero sul tema in questione: scegliere
è infatti innanzitutto un'esperienza cui è impossibile sottrarsi
e di cui occorre assumersi inevitabilmente la responsabilità.
Lungi dal voler proporre risposte alle domande essenziali che pone il tema
dello "scegliere", l'ambizione dei saggi qui raccolti è
quella di sottolineare quanto ancora ai giorni nostri - e forse sempre -
la scelta sia qualcosa su cui vale la pena interrogarsi. Poiché scegliere
è spesso anche un atto di coraggio, il coraggio di esercitare questa
umanissima libertà la cui perdita è un rischio sempre in agguato.
Scegliere di scegliere diventa in quest'ottica una scelta di libertà.
E.C.G.