Archivio storico della nuova sinistra "Marco Pezzi"

C.P. 1125
40100 Bologna
Tel. 051-6332285
e mail: lol8302@iperbole.bologna.it

Home Page: http://www.comune.bologna.it/iperbole/asnsmp/

L'archivio raccoglie la memoria storica di 25 anni di lotte e di idee della sinistra alternativa.
Raccogliamo materiale prodotto sia a Bologna che in tutta Italia, che costituisce una documentazione su anni fondamentali della storia contemporanea dell'Italia, una documentazione che altrimenti non troverebbe spazio negli istituti culturali e biblioteche tradizionali.
Raccogliamo materiale prodotto dal 1968 ad oggi dai gruppi della nuova sinistra e dai movimenti (degli studenti, delle donne, pacificsti ed ecologisti). Raccogliamo materiale di ogni genere: riviste, manifesti, volantini, opuscoli, documenti, fotografie.
Il catalogo del nostro archivio è disponibile gratuitamente per tutti gli interessati: ricercatori e docenti, studenti per tesi di laurea, curiosi ed interessati.
Nel sito internet è stata attivata una pagina che segnala biblioteche, archivi, centri di documentazione che raccolgono materiali del '68 e dei movimenti (http://www.comune.bologna.it/iperbole./asnsmp/biblioteche.htm)

Pubblicazioni dell'Archivio storico della nuova sinistra "Marco Pezzi"
(aggiornato a luglio 2000)

Valerio Evangelisti, Gli sbirri alla lanterna. La plebe giacobina bolognese dall'anno I all'anno V (1792-1797) Edizioni Punto Rosso, collana "l'Altrastoria" L. 16.000
E' convinzione corrente che la discesa in Italia delle truppe di Napoleone e la nascita di un "giacobinismo" locale suscitassero l'adesione di ambiti limitati di intellettuali e di settori della borghesia, mentre la plebe avrebbe adottato un atteggiamento passivo, se non ostile. Almeno nel caso di Bologna tale convinzione non è aderente alla realtà degli eventi: la città vide infatti proliferare un "giacobinismo" sanguigno e popolare, che sui bisogni egualitari della plebe e sulle sue istanze di partecipazione riuscì a far leva. Quando della Rivoluzione Francese giungevano in Italia i primi echi, gruppi di plebei bolognesi avevano dato vita o partecipato a cospirazioni di preciso segno democratico. Dall'analisi di fonti documentarie in cui la plebe parlasse il più possibile in prima persona, quali i verbali di tribunale, emerge un quadro della Bologna di fine settecento dominato da una plebe che si sforzava di portare la propria identità collettiva sul palcoscenico della storia.

Fabrizio Billi, Luigi Vinci, Giovanni Russo Spena, Emilio Molinari, Domenico Jervolino, Romano Luperini, Camminare eretti. Democrazia proletaria e comunismo, da DP a Rifondazione Comunista Edizioni Punto Rosso, collana "l'Altrastoria"
L. 25.000
Questo libro raccoglie una ricostruzione delle vicende di DP e le riflessioni di alcuni suoi dirigenti nazionali più significativi, allo scopo sia di colmare un vuoto storiografico, sia di riflettere su una delle esperienze più interessanti della nuova sinistra. L'esperienza di DP è stata importante nella storia della sinistra italiana perché DP è stata la forza politica più consistente e significativa erede della stagione di lotte degli anni '70. In DP si sono incontrati, ed hanno tentato una sintesi, operaismo e ambientalismo, studenti e pacifisti, femministe e cattolici, trotzkisti e maoisti, lotte per le libertà individuali e per i diritti sociali. DP ha tentato di coniugare tutto questo per costruire una sinistra alternativa e antagonista, per dare significato nuovo alla costruzione di una soggettività politica comunista e ad un progetto politico classista nei riferimenti e socialista negli obbiettivi. Questo negli anni delle sconfitte della stagione di lotte degli anni '70, negli anni del rampantismo e dello yuppismo, di Craxi e di Andreotti, quando parlare di alternativa, di comunismo, di classe era una eresia "fuori moda". DP volle essere "fuori moda" non per essere un reperto archeologico della politica, ma perché non considerava il capitalismo come l'unico e il migliore dei mondi possibili, e per questo non cessò di progettare una "modernità" intesa come una alternativa di libertà e di uguaglianza. Forse questo è l'aspetto centrale dell'esistenza di DP: un tentativo di affrontare da sinistra il capitalismo contemporaneo, visto il fallimento e l'inadeguatezza sia del movimento operaio tradizionale che dei gruppi e dei movimenti nati dal '68. Altro elemento degno di nota, in questa ricerca DP non ha mai né ripudiato il marxismo né lo ha considerato come un canone definito una volta per sempre a cui restare fideisticamente fedeli, ma lo ha sempre considerato come uno strumento, aggiornabile ma finora non sostituibile, per capire la realtà. Ripensare l'esperienza di DP può servire allora alla sinistra per riflettere sulla propria storia, il che non accade spesso, non solo per l'indifferenza accademica alla storia dell'antagonismo, ma anche perché spesso la sinistra ricorda il passato come un mito esente da critiche. Partendo da una ricostruzione storica rigorosa e documentata, perché è intento dichiarato del libro che la correttezza della ricostruzione dei fatti storici deve essere alla base delle interpretazioni, e non viceversa, questa storia di DP si propone di non far cadere nell'oblio l'esperienza di DP, vista come un tentativo di rendere la sinistra alternativa perché solo così potrà realizzarsi un'alternativa di sinistra.

Sergio Dalmasso, Lelio Basso nella storia del socialismo italiano. A trent'anni dalla fondazione del Psiup Edizioni Punto Rosso, collana "Quaderni di Progetto Memoria" L. 5.000
Nell'attuale mancanza di riferimenti da parte delle sinistre, è quanto mai d'attualità una riflessione su Lelio Basso, figura originale ma scarsamente compresa. Questo breve quaderno rilegge un percorso coerente nella vita e originale nella riflessione teorica. Sembrano rivolte all'oggi la ricerca di nuove vie, organizzative e teoriche, l'affermazione della necessità di un "partito nuovo" nella frontale rottura con riformismo e massimalismo, la riscoperta di filoni minoritari nella storia del moviemnto operaio, la convinzione della superiorità, anche etica, della prospettiva socialista.

Carmelo Adagio, Fabrizio Billi, Andrea Rapini, Simona Urso, Tra immaginazione e programmazopne: Bologna di fronte al '68 Edizioni Punto Rosso, collana "Quaderni di Progetto Memoria" L. 25.000
Questo libro è nato dalla constatazione della mancanza di ricerche storiche sul '68 a Bologna. In generale mancano in Italia ricerche che analizzino in profondità e intutte le sue articolazioni lo sviluppo del movimento del '68 nelle varie realtà specifiche localmente e settorialmente. Una disattenzione che riteniamo sintomatica del modo in cui è considerato il '68 italiano, argomento sul quale abbondano i pamphlet polemici, favorevoli o contrari che siano, mentre scarseggiano invece le ricerche storiche e sociologiche. Da qui l'interesse per il '68 bolognese. Non per fare della microstoria fine a se stessa, ma per indagare nel concreto come si è manifestato il '68 in una realtà locale. Riteniamo sia interessante analizzare il '68 in una realtà, quella bolognese, che ha caratteristiche peculiari, caratterizzata culturalmente dalla presenza di una importante università, economicamente da un vivace tessuto economico, e politicamente da una obusta presenza del Pci. Un ambiente su cui ha agito il '68 diverso quindi da quello delle grandi città del nord e da quello romano e meridionale. Le ricerche di questo libro vogliono analizzare cosa concretamente hanno fatto gli studenti, gli operai, come il '68 ha inciso nella società e nella politica bolognesi. Una ricerca che proprio perché vuole essere accurata e documentata si è basata su un lungo lavoro di ricerca delle fonti, sia delle fonti documentarie prodotte all'epoca (volantini, documenti, giornali) che fonti orali: testimonianze di persone che hanno partecipato al '68 bolognese, alcuni nomi noti e altri meno noti, ma il nostro abbiettivo non era avere "il nome" del personaggio famoso ma avere un ampio ventaglio di testimonianze: studenti medi e universitari, operai, sindacalisti, militanti dei partiti e dei gruppi.

Fabrizio Billi (a cura di), Catalogo dell'Archivio Storico della Nuova Sinistra "Marco Pezzi", Quaderni dell'Archivio Storico della Nuova Sinistra "Marco Pezzi", L. 20.000
Il catalogo dell'Archivio "Marco Pezzi" è uno strumento di lavoro insostituibile per gli storici e per tutti coloro che fanno ricerca storica sui movimenti alternativi e sul conflitto di classe negli anni '70. Il catalogo descrive infatti i materiali posseduti dall'Archivio, relativi per la maggior parte ai movimenti, ai gruppi ed ai partiti della nuova sinistra degli anni '70.

Atti del convegno di presentazione del saggio di Sergio Dalmasso "Lelio Basso nella storia del socialismo italiano", Quaderni dell'Archivio Storico della Nuova Sinistra "Marco Pezzi", L. 4.000
Questa pubblicazione raccogliedel convegno di presentazione del saggio di Dalmasso su Lelio Basso, svoltosi il 16 marzo 1996 a Bologna, con interventi dell'autore, di Luciano Della Mea, di Rocco Cerrato, di Piero Basso

Carmelo Adagio, Rocco Cerrato, Simona Urso (a cura di), Il lungo decennio. L'Italia prima del '68 Cierre Editore, L. 38.000
Questo libro, frutto di un lavoro di ricerca sulla società e sulla politica italiana negli anni sessanta e sui fermenti che prepararono il '68, contiene i seguenti saggi: "L'Italia prima del '68: il lungo decennio nel lungo dopoguerra", di Simona Urso; "Capelloni e cinesi. I giovani negli anni Sessanta", di Attilio Mangano; "Gli studenti tra azione e mobilitazione", di Marika Tolomelli e Jan Kurz; "Il mondo cattolico e la politica dei sessi", di Roberta Fossati; "Il nascere della questione omosessuale nell'Italia degli anni Sessanta", di Dario Petrosino; "Nella teoria economica il '68 è avvenuto in anticipo: Piero Sraffa e il salario variabile indipendente", di Giorgio Gattei; "Dal miracolo economico all'autunno caldo. Operai e operaisti negli anni Sessanta", di Fabrizio Billi; "L'operaismo veneto da Il Progresso veneto a Potere Operaio", di Luigi Urettini; "Marxismo e sociologia nel pensiero della nuova sinistra in formazione", di Diego Giachetti; "Il cinema italiano negli anni Sessanta", di Carmelo Adagio; "L'arcipelago delle sinistre. Partiti, sindacato, gruppi, riviste", di Sergio Dalmasso; "Alla conquista dei nuovi intellettuali. La politica culturale del Pci nella via italiana al socialismo", di William Gambetta; "Dal concilio al '68. Il mondo cattolico italiano negli anni Sessanta", di Rocco Cerrato; "La democrazia cristiana prima del '68", di Umberto Gentiloni; "Con Evola, oltre Evola: europeismo, riattualizzazione del nazismo e nuova identità politico-culturale della destra negliscritti di Adriano Romualdi", di Francesco Germinario; "Antifascismo e resistenza nelle riviste della nuova sinistra (1960-1967)", di Andrea Rapini.

Sergio Dalmasso intervista Enzo Santarelli, Fra politica e storia. Dalla crisi del 1943/'44 alla crisi della Repubblica
Edizioni Punto Rosso, collana "Quaderni di Progetto Memoria", p. 62, L. 8.000

L' opera storiografica di Enzo Santarelli ha percorso i cinquant' anni della storia repubblicana. Dal saggio "La rivoluzione femminile" del 1950, alla splendida "Storia critica della Repubblica" del 1996, i suoi testi hanno toccato nodi non solo storiografici, ma anche politici, hanno seguito lo sviluppo del pensiero, del costume, le evoluzioni e le involuzioni della nostra società. Sergio Dalmasso, in un breve opuscolo, intervista questo grande storico di professione di cui ripercorre, a veloci tratti, vita e opere. Il tempo del G.U.F. ('39-'42) lascia il posto al richiamo alle armi, la conoscenza diretta del mezzogiorno, la partecipazione alla guerra di Liberazione, la prima conoscenza del marxismo. Il ritorno ad Ancona, dove è nato nel 1922, segna l' inizio dell'attività politica, prima nella sinistra liberale (la lezione di Croce è determinante), poi nel Pci. Nel '56, il difficile anno della denuncia dei crimini di Stalin e dei moti ungheresi, è eletto segretario di federazione e quindi, nel '58, deputato. Come parlamentare, è molto attivo sul tema delle autonomie locali e per l'istituzione dell' ente regione. Cinque anni dopo, la rinuncia alla rielezione e il ritorno agli studi. Inizia l' insegnamento all' Università di Urbino e si apre la stagione dei testi più innovativi, dal "Socialismo anarchico in Italia" alla "Revisione del marxismo in Italia", ai numerosi e ponderosi lavori sul fascismo, agli studi sulla realtà internazionale ed il mondo contemporaneo. Seguono, a fine anni '80, la monumentale biografia di Pietro Nenni (1988, Premio Acqui storia) e soprattutto la "Storia critica della Repubblica" (1996) che sembra completare e compendiare tutti i lavori precedenti, comprendendo anche un giudizio critico sulle radici di molti mali del nostro paese (la questione meridionale, il persistente "vento di destra") e toccando con attenzione "gramsciana" temi spesso tralasciati da opere analoghe: il ruolo della Chiesa e il contesto internazionale, temi su cui Santarelli si impegna anche a livello politico (l'adesione, immediata, a Rifondazione, i tanti interventi pubblicistici). L' opuscolo, senza alcuna pretesa di completezza o di essere opera di peso storiografico, ha il merito di compendiare lavoro e vita di una grande personalità della cultura dell' Italia repubblicana e, attraverso questa, di ripercorrere meriti ma anche errori, conquiste collettive, ma anche responsabilità per la crisi attuale della nostra società. E' quindi un percorso critico e autocritico che ripropone una riflessione sull' Italia e soprattutto sulla sinitra attuale, sul peso e il ruolo della riflessione politica e storiografica.

Margherita Becchetti - Nicola Brugnoli - William Gambetta - Brunella Manotti - Diego Melegari - Itala Rossi, Parma dentro la rivolta. Tradizione e radicalità nelle lotte sociali e politiche di una città dell'Emilia rossa 1968-1969
Edizioni Punto Rosso, collana "'l'Altrastoria", p. 368, L. 25.000

Nato da un lavoro di ricerca e di discussione collettive, questo volume esamina i movimenti della "contestazione" nel Parmense durante il biennio 1968-69. I saggi e la cronologia finale mostrano un quadro storico del Sessantotto nella città emiliana complesso e articolato, nel quale gli eventi e i caratteri della nuova conflittualità di studenti e operai si intrecciano e radicalizzano, influenzando le strutture tradizionali della sinistra. Il dissenso cattolico e l'occupazione della Cattedrale, il movimento universitario e le mobilitazioni antimperialiste, le lotte operaie e la lunga vertenza della fabbrica "Salamini", le proposte dell'antipsichiatria e l'occupazione del manicomio di Colorno, la progressiva politicizzazione del teatro universitario e l'emergere dell'antifascismo militante nei movimenti e nei gruppi della nuova sinistra sono i temi principali del libro; ma esso considera soprattutto il rapporto dialettico e conflittuale tra la "ribellione" delle nuove generazioni e il sistema di mediazione politica di una città dell'Emilia rossa. Il volume supera quindi l'ambito della ricerca locale e diventa un prezioso contributo alla ricostruzione della "stagione dei movimenti" in Italia.
Indice del libro:
- Prefazione, di Antonio Parisella
- Introduzione
- "La mia religione era un profumo". Parma e il dissenso cattolico: il caso de "I Protagonisti", di Brunella Manotti
- Il Sessantotto studentesco. Il Movimento Studentesco dell'Università di Parma attraverso la lettura dei documenti, di Nicola Brugnoli
- I lavoratori della "Salamini" in lotta. Nuove pratiche contestative e vecchie organizzazioni in un conflitto operaio, di Diego Melegari
- "Pericoloso a sé e agli altri e di pubblico scandalo". L'occupazione del manicomio di Colorno: una lotta contro la violenza istituzionalizzata, di Itala Rossi
- Il teatro diventa politico. Dal Centro universitario teatrale alla Compagnia del Collettivo, di Margherita Becchetti
- "Almirante non parlerà!". Radici e caratteri dell'antifascismo militante parmense, di William Gambetta
- Cronologia 1968-69

Progetto Memoria, rivista di storia dell'antagonismo sociale
una copia L. 5.000, abbonamento L. 20.000

Carmilla, rivista di fantascienza e letteratura fantastica
una copia L. 5.000, abbonamento L. 20.000

Le pubblicazioni possono essere acquistate versando gli importi corrispondenti (aggiungendo L. 3.000 per spese postali) sul conto corrente postale N. 25781402 (specificando la causale), intestato all'Archivio Storico "Marco Pezzi", C. P. 1125, 40100 Bologna.

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